Prof.ssa Louisa Nicola

Dormire mi è sempre sembrato tempo perso. Durante gli anni da informatico, la sequenza era quasi automatica: chiusura ticket di lavoro, aperitivo in enoteca al centro di Roma, alcol, sigarette e cene abbondanti ben oltre la mezzanotte. Le serate romane hanno una forza d’attrazione unica e la sensazione era quella di vivere al massimo, senza sprecare tempo a dormire.

Poi arrivano i quarant’anni. Ma pure i cinquanta. E insieme ai quaranta arrivano i sintomi che per anni sono stati ignorati o catalogati come “stanchezza da lavoro”: sbalzi d’umore improvvisi, dimenticanze banali, annebbiamento mentale (brain fog) e la prima comparsa dell’adipe addominale.

La convinzione comune è che sia l’invecchiamento naturale. La realtà clinica dice altro: è il quadro sintetico della privazione cronica di sonno. Per questo l’ho messo come pilastro del Metodo Vegitaliano.

La svolta: la biochimica al posto delle opinioni

La comprensione di questo meccanismo è arrivata approfondendo il lavoro di Louisa Nicola, bellissima neuroscienziata e consulente per atleti di élite (NBA, NFL). Ascoltando i suoi interventi, la percezione del sonno è cambiata radicalmente: da pausa passiva a processo biologico attivo e non negoziabile. Lei sostiene che otto ore di sonno non sono negoziabili ma io ne dormo sette a notte. Non siamo tutti uguali. Credo sia un problema al di sotto delle sei ore a notte.

Tre principi scientifici hanno ridefinito il quadro:

  1. Il sistema glinfatico e la pulizia delle tossine Durante la fase di sonno profondo (onde lente), le cellule gliali si contraggono permettendo al liquido cefalorachidiano di sciacquare il cervello. Viene eliminata la beta-amiloide, proteina neurotossica associata al declino cognitivo e all’Alzheimer. L’annebbiamento del giorno dopo un’uscita non era semplice stanchezza: era immondizia metabolica rimasta nel cervello.
  2. L’illusione dell’alcol L’alcol funge da sedativo cerebrale, non da induttore del sonno fisiologico. Frammenta l’architettura notturna, azzerando la prima metà della fase REM (fondamentale per la regolazione emotiva) e impedendo al corpo di raggiungere gli stadi di recupero profondo.
  3. L’impatto metabolico (Grelina, Leptina e Cortisolo) Dormire meno di 7 ore altera l’asse ormonale della fame: i livelli di grelina (appetito) salgono, quelli di leptina (sazietà) scendono, mentre il cortisolo serale rimane elevato. Risultato: il corpo richiede carboidrati raffinati e accumula grasso viscerale.

Il protocollo in prova nel laboratorio

Per passare dalla teoria alla misurazione, il nuovo approccio si basa su regole precise:

  • Finestra di caffeina: Stop a qualsiasi stimolante entro le 14:00 (emivita della caffeina: 5-6 ore). In verità adoro il caffé americano ma lo bevo raramente e solo di mattina presto.
  • Gestione dell’ambiente: Temperatura della camera da letto fissata tra 16°C e 19°C e buio assoluto per stimolare la melatonina endogena. Questo ovviamente è difficile soprattutto per me che non uso condizionatori. Questa estate non è stata il massimo per le nanne salutari.
  • Igiene serale: Azzeramento di alcol e pasti pesanti nelle 3 ore precedenti il coricamento. Questo protocollo lo seguo pedissequamente ormai da anni perché, come ti spiego in altri articoli e video, non ho più bevuto. La verità emersa da molti studi è questa: poco alcol fa poco male, tanto alcol fa tanto male. Non ci sono misure accettabili. Inoltre naturalmente cerco di cenare molto prima di andare a dormire. E ti devo dire che la mattina mi sveglio davvero riposato. La mia scoperta importante è stata che non è possibile andare a dormire con la pancia piena.
  • Tracciamento: Monitoraggio delle metriche (sonno profondo, REM, variabilità della frequenza cardiaca – HRV) tramite wearable per verificare l’impatto reale dei cambiamenti. Ho un orologio che misura queste cose ma non l’ho ancora provato. Appena avrò dei risultati concreti scriverò un altro articolo.

Dormire non significa perdere tempo; è il principale strumento di manutenzione dell’hardware cerebrale. Ora non ti voglio terrorizzare ma i numeri degli ultimi anni sull’Alzheimer sono numeri da guerra senza cronisti. E poi aggiungo che da quando presto attenzione alle giuste ore di sonno, sono sparite le piccole dimenticanze, l’umore si è stabilizzato in una sorta di serenità costante. Anche la salute ed il girovita a 84cm ringraziano.

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    Le esperienze dal vivo firmate Vegitaliano si svolgono in due sedi operative esclusive, pensate per chi desidera resettare la propria fisiologia attraverso la disciplina, l’ambiente naturale e la nutrizione vegetale:

    Norma & Oasi di Ninfa (LT) – I Giardini di Marco: Ritiri immersivi fino a 14 partecipanti con pernottamento presso il B&B Le Fate del Lago nel centro storico di Norma. Le attività includono bagni freddi nel fiume Ninfa, sessioni di kayak, yoga, meditazione e brunch vegetale.

    Oasi di Ninfa (Lt) Sacro fiume Ninfa. Giardini di Marco
    Oasi di Ninfa – Giardini di Marco – Sacro fiume Ninfa

    Capranica (VT) – La Casa di Marco (VIP Micro-Retreat): Full-immersion ultra-riservata per un massimo di 4 persone (o 2 coppie) con affiancamento diretto, tracciamento e riprogrammazione delle abitudini.

    Capranica (Vt), centro storico: vista dell'alba dalla Casa di Marco.
    Alba su Capranica. Vista dalla Casa di Marco.

    Le date dei prossimi eventi e i report dei ritiri passati verranno pubblicati in questa sezione. Per accedere alla lista d’attesa prioritaria o richiedere informazioni, scrivi a: retreats@vegitaliano.it

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    Dopo la malattia ho scelto di eliminare i prodotti industriali. Anche quelli ‘vegani’ nei supermercati seguono la logica dei prodotti industriali comuni: zucchero aggiunto ovunque, componenti chimici, addensanti, coloranti, addittivi etc. Non ci cascare. E poi, oltre ad avere inutili imballaggi, sono costosissimi. Questo affettato vegan, fatto in casa con ingredienti naturali, mi ha dato l’alternativa sana per non sentirmi privato di nulla. Ottima ricetta per un affettato vegan a base ceci, pomodori secchi, capperi, garam masala, maizena, shoyu.

    🌱 Ingredienti:

    250gr Ceci secchi messi in ammollo la sera prima e lessati bio
    40gr Farina di maizena (amido di mais)
    Pomodori secchi quattro o cinque (da lavare)
    Capperi a piacere (da lavare)
    Olio extravergine di oliva
    Shoyu Garam masala (facoltativo, scegli tu le spezie che preferisci)
    Brodo vegetale con verdure che preferisci (carote, sedano, patate, verza, bieta, etc.) per immergere il ‘salame’.

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    Dopo le cure ho avuto una pesante depressione durata mesi. E’ assolutamente possibile e normale. Tornare in cucina con piatti semplici come queste piadine mi ha aiutato a ricominciare. L’importante è sforzarti di cominciare. Anche da una ricetta semplice come questa. Ti da soddisfazione, è buonissima e mette allegria alla tua cena. L’avena mi ha dato energia leggera per affrontare le giornate.

    🌱 Piadine con farina d’avena fatte in casa – facili, sane e pronte in 10 minuti! Hai mai provato le piadine d’avena? Morbide, gustose e perfette per ogni ripieno! Senza lievito, ricche di fibre e super semplici da preparare. Una volta provate, non torni più indietro.

    👇 INGREDIENTI:
    • 200g farina d’avena integrale bio → https://amzn.to/3ENe9eM
    • 110g acqua fresca
    • 20g bucce di psillio → https://amzn.to/3EUKlNn
    • 2 cucchiai olio extravergine d’oliva (solo olive italiane!)
    • Sale q.b.

    💡 Puoi usarle come tacos, burritos, chapati o wraps e le puoi farcire come preferisci! Sono perfette anche fredde per pranzi fuori casa.

    P.s. le bucce di psillio sono opzionali. Servono per amalgamare meglio. Tornano utili in molte ricette e sono nutrienti. I link che ti ho messo sono quelli che utilizzo io per acquistare gli ingredienti. Come sai, non vado più da anni nei supermercati.

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    Ricetta di Edoardo De Filippo

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    Una delle cose che mi ha davvero aiutato molto è stata la routine quotidiana. E sono partito da piccolissime routines che però ho seguito quotidianamente. Mi hanno trasformato letteralmente la vita. Ogni tanto ne introduco una.
    All’inizio sembra una qualche forma di autismo ma poi ti convinci che le routines ti fanno stare bene, ti rendono la giornata organizzata ed aumentano la tua autostima.
    La prima routine che ho inserito diversi anni fa è stata quella di rifarmi il letto ogni mattina. Poi ne sono seguite tante altre. E ti dico prova! Sembra una stupidaggine. Ci vogliono 5 minuti ma poi, quando torni a casa, non importa com’è stata la tua giornata, trovi il letto fatto. E senti che ti vuoi bene, ti fa un bell’effetto. Ti mette di buon umore. Il letto, fra l’altro non è una cuccia. Le coperte vanno esposte al sole, arieggiate… E così le lenzuola ed i cuscini. Al sole i batteri e gli acari muoiono. Tutto si rinfresca e purifica. La sera, quando vai a letto, lo senti. E lo apprezzi. E’ il tuo posto, ci passi gran parte della tua vita. Prova!

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    Un’altra routine che ho introdotto durante la cura della malattia e che non ho mai interrotto è stata quella della camminata mattutina. Infatti cominciai ogni mattina all’alba a camminare nel piccolo bosco della villa dove soggiornavo. Poi andavo all’ospedale Silvestrini per sottopormi alla radioterapia.
    Anche questa può sembrare ben poca cosa: che sarà mai una camminata nel bosco ogni mattina? Ma quello che piano piano imparai è che si comincia dalle piccole cose, anche se ci sembrano inutili e stupide. Servono per educare e disciplinare la mente. Oggi, quella camminata, è diventata un’ora e mezza di allenamento quotidiano.
    Poco ma tutti i giorni
    Quando poi son passate settimane durante le quali non ho mai ‘sgarrato’ a queste piccole abitudini, mi sono sentito più forte, più sicuro, più centrato. E’ ciò che è successo a me. Quindi ho cominciato a provarci gusto e ne ho aggiunte altre e poi altre ancora. E ancora oggi succede che decida di instaurare una nuova piccola abitudine. E successo per la colazione la mattina ma anche per le docce fredde tutto l’anno. È successo per lo studio quotidiano del pianoforte, lo studio dell’inglese, lo studio di personaggi storici che mi hanno sempre affascinato. E’ successo per lo studio approfondito ed avanzato di Linux, un sistema operativo libero, ma anche per altri aspetti dell’informatica che è sempre stata il mio mestiere e la mia passione. Mi sono ‘imposto’ di scrivere un libro sulla mia storia, una guida vegan, degli articoli… Insomma ho scoperto che le abitudini e la costanza disciplinano la mente ed allo stesso tempo organizzano e rallentano lo scorrere del tempo.

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    Dalla diagnosi alla forma perfetta

    Marco Barboni

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