
Quali sono le 5 sostanze che favoriscono le infiammazioni nel nostro organismo? Le trovi ovunque.
Ogni giorno mangiamo cose che sembrano innocue, persino normali. Ma alcune di queste, secondo numerose ricerche scientifiche che ti riporto più avanti, sono come focolai accesi nel nostro organismo: lo irritano, lo infiammano, lo consumano lentamente. Quando questi focolai diventano cronici cominciano i guai seri. Spesso son guai silenti per anni.
E non parlo solo di fast food e merendine. Ti parlo di zucchero nel caffè, di pane bianco sulla tavola, dell’olio “vegetale” usato ovunque, di un bicchiere di vino quotidiano… o di una fettina di lonza “magra”.
In questo articolo ti racconto cinque sostanze comunissime che alimentano l’infiammazione cronica, una delle principali cause silenziose di malattia, invecchiamento precoce e stanchezza persistente. Ti cito anche le fonti scientifiche, così puoi farti un’idea tua.
1. Gli zuccheri aggiunti
Gli zuccheri aggiunti sono ovunque. Pochi giorni fa mi son messo a fotografare gli ingredienti di molti tipi diversi di biscotti nei supermercati. Come sai, gli ingredienti sono in ordine di peso. Beh, non ci crederai: in quasi tutti i biscotti ed i dolci, lo zucchero era il primo o il secondo ingrediente. Fra l’altro ci sono altri tipi di zuccheri che vengono aggiunti ma, avendo un nome differente (tipo maltosio p.e.), non te ne accorgi. Lo zucchero poi viene aggiunto da molti nel caffè, nei sughi pronti e persino nel pane industriale, nelle fette biscottate, nei cereali per la colazione, nelle salse barbecue, nelle patatine. Credimi lo zucchero raffinato è ovunque. Persino nel dentifricio. Ma lo zucchero, quando è raffinato e aggiunto, è come benzina sull’infiammazione. Non solo ci fa salire l’insulina a picco, ma attiva processi infiammatori che a lungo andare danneggiano cellule, tessuti, ormoni.
Uno studio pubblicato sul sito del National Institutes of Health ha evidenziato come un alto consumo di zuccheri aggiunti sia associato a maggiore rischio di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e infiammazione cronica.
Una cosa importante che ti voglio dire è che i bambini al di sotto dei quattro anni non dovrebbero neanche vederlo lo zucchero raffinato. Neanche quello aggiunto nei prodotti industriali. Zero.
Se proprio vuoi dolcificare, opta per alternative naturali e meno impattanti: frutta fresca, datteri, cannella (che è anche antibatterica), o semplicemente meno dolcezza. E guarda che si può. Lo zucchero è una droga pesante come scrivo spesso in altri articoli come questo. Io per esempio, da anni, non ho zucchero in casa. Non lo uso.
2. Cereali raffinati
Anche i cereali raffinati sono ovunque. Intendo soprattutto la farina 00: pasta bianca, pane bianco, pizza, crackers, dolci da forno ma anche biscotti e dolci industriali, fette biscottate, piadine industriali, crostini, pancarré, pizza surgelata o precotta, prodotti industriali precotti. I cereali raffinati sono quelli a cui è stato tolto tutto il buono: la fibra, il germe, la parte viva. Restano solo zuccheri semplici che il corpo assimila in fretta, creando picchi glicemici, fame continua (quella che dopo due ore dal cornetto ti fa venire tremori o ti senti svenire) e… sì, infiammazione.
Diversi studi dimostrano che chi consuma regolarmente cereali raffinati presenta livelli più alti di marcatori infiammatori nel sangue, come la proteina C-reattiva (CRP), legata a malattie croniche, obesità e invecchiamento precoce. Ti allego lo studio pubblicato sul National Institutes of Health:
La buona notizia? Passare a cereali integrali veri, biologici e non trattati come farro, avena, segale, grano duro integrale Senatore Cappelli (io per esempio compro questa farina di grano duro antico integrale bio Senatore Cappelli da 5kg https://amzn.to/458nbAn Buonissima. Ci faccio pane, pasta, pizza, piadine quasi tutti i giorni.) può ridurre l’infiammazione e migliorare il microbiota intestinale.
3. Oli vegetali di semi
Quando leggi “olio vegetale” sull’etichetta pensi: “meglio del burro!”. E invece no. Gli oli di semi raffinati (come soia, mais, girasole, colza (a proposito di colza ti devo dire cose su Vuna Nestlé)) sono spesso estratti chimicamente, sottoposti ad alte temperature e trattati con solventi. Il risultato? Grassi ossidati e squilibrio tra Omega-6 e Omega-3… che nel nostro corpo accende l’infiammazione.
Un articolo scientifico pubblicato su NIH (National Institutes of Health) parla chiaramente: un eccesso di acido linoleico (un grasso Omega-6 presente in questi oli) è associato a maggiore stress ossidativo, danni cellulari e infiammazione.
Non è l’olio in sé il problema, ma la quantità e la qualità. Come già ti ho scritto in questo mio articolo meglio usare con moderazione olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, vero re della dieta mediterranea. E limitare (veramente io li ho eliminati da un pezzo. E si compreso gelati industriali, patatine, cotolette vegan, biscotti vegan, dolci etc… ) cibi confezionati che traboccano di oli vegetali economici.
4. Carni lavorate e separate meccanicamente
Prosciutto “magro”, wurstel, affettati, hamburger pronti, polpette surgelate, kebab, ‘lonze’, fesa di tacchino, mortadella… sembrano comodi, veloci, saporiti. Ma spesso sono un mix di scarti, nitriti, additivi e carne separata meccanicamente, ossia ottenuta raschiando fino all’osso i residui industriali di macellazione.
Non te lo dico perché sono vegano ma perché lo dicono molti studi scientifici. Lo dicono i dati statistici. Queste carni non nutrono: irritano. Numerosi studi collegano il consumo regolare di carni processate a livelli più alti di infiammazione sistemica, insulino-resistenza e rischio aumentato di malattie croniche. Guarda questo articolo su Pub Med per esempio:
E non è solo una questione etica o ambientale (che per me, come sai, basta e avanza). È una questione di salute e lucidità mentale: ogni volta che scegli alimenti integrali, cucinati da te, riduci l’infiammazione e aumenti la vitalità. Senti, aggiungo che risparmi anche molti soldi a breve ed a lungo termine.
5. Alcolici
Questo è un argomento che mi creerà diversi nemici ma è semplicemente un fatto acclarato scientificamente da molti studi. Anche io ho gradito molto negli anni passati ma una volta uscito da un grave tumore alla gola e salvato per miracolo, mi son cambiate molte idee sulle cose.
Un bicchiere ogni tanto, dicono, “fa bene alla circolazione”. Ma la verità è che l’alcol, anche in piccole dosi regolari, non è mai neutro. È una sostanza tossica per il fegato, altera l’intestino, intacca il sistema nervoso e — come confermano molti studi — alimenta l’infiammazione cronica.
E ti ricordi quando ti dicevano del resveratrolo? Beh dovresti bere ettolitri di vino per ottenere un qualche beneficio dalla modesta quantità di resveratrolo subendo però tutti gli altri effetti collaterali. Meglio mangiare un po’ di uva, non credi?
Quando bevi alcol, il corpo lo tratta come una priorità tossica da smaltire, sospendendo temporaneamente altre funzioni. Questo può portare a uno squilibrio del microbiota intestinale, permeabilità intestinale (la famosa “leaky gut”) e risposta immunitaria alterata. Qui puoi leggere questo importante studio pubblicato su National Institutes of Health
👉 Leggi lo studio –
Uno studio recente ha evidenziato come l’alcol promuova l’attivazione delle cellule T infiammatorie, sia nel sangue che nel fegato. Il risultato? Più stanchezza, più fatica a recuperare, più infiammazione latente.
Meglio limitarlo, o eliminarlo del tutto, e riscoprire bevande naturali, fermentate, tisane, acque aromatiche fatte in casa. Il corpo ringrazia, e la mente si alleggerisce.
Ricorda! Non esistono quantità di alcol sicure. Molto spesso sento dire: mio nonno ha vissuto 90 anni e beveva tutti i giorni un bicchiere di vino. Beh, lasciati dire che tuo nonno non stava dieci ore seduto davanti ad un computer e che comunque non fa statistica. Gli ospedali sono stracolmi di amanti del quotidiano apequalcheccosa. Credimi.
Vedi, lo avrai capito da molti miei articoli. Sono o bianco o nero. Io non diminuisco. Elimino. Se non riesci è già tanto diminuire. Ciò che fa ammalare non è l’eccezione di un cornetto in un mese. Fanno ammalare le abitudini malsane tipo Mc Donald’s due o tre volte a settimana per anni, una scatola di biscotti tutti i giorni e la sedentarietà.
Guarda che ti vedo! Mi raccomando!

grazie Marco, altruista per animali, ambiente e persone!
speriamo che le persone si svegliano presto…
Cuore aperto testa alta!
Grazie a te Francesca.Grazie davvero. Sento che i miei sforzi ed il mio impegno non sono inutili quando ricevo messaggi come il tuo. Buona serata.